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Perché ho scritto questo libro

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Non ho scritto questo romanzo per raccontare una storia.

L'ho scritto perché credo che una vita possa sempre cambiare. Che la sofferenza, quando smette di essere soltanto dolore, possa trasformarsi in qualcosa che ci rende più veri.

Credo nei miracoli. Non quelli che cancellano il passato, ma quelli che ci restituiscono a noi stessi.

Per troppo tempo ho pensato che vivere significasse adattarsi. Essere all'altezza delle aspettative, non del proprio cuore.

Fare bene la parte che altri avevano scritto per noi.

Essere il figlio giusto, la persona giusta, il professionista giusto, l'uomo giusto.

Poi ho capito che quello non era vivere.

Era interpretare un copione.

Questo romanzo nasce dal desiderio di ricordare che tutti, prima o poi, abbiamo il diritto di smettere di recitare. Possiamo lasciare andare la storia che altri hanno scritto per noi e iniziare, finalmente, a scrivere la nostra.

L'autenticità non è un lusso. È una forma di salvezza.

Ogni volta che nascondiamo chi siamo perdiamo un pezzo di vita. Ogni volta che indossiamo una maschera per essere accettati, qualcosa dentro di noi smette di respirare. E ogni volta che troviamo il coraggio di dirci la verità, anche quando fa paura, accade qualcosa di straordinario: iniziamo a essere liberi.

Questo libro non è stato scritto per una categoria di persone, non appartiene a una sola storia. Sarebbe troppo poco. È stato scritto per chiunque abbia sentito di essere fuori posto. Per chi ha amato in silenzio. Per chi ha avuto paura del giudizio. Per chi ha vissuto secondo regole che non aveva scelto. Per chi continua ad aspettare il momento giusto per essere sé stesso.

Credo in un mondo inclusivo, ma ancora di più credo in un mondo autentico. Un mondo in cui nessuno debba chiedere il permesso per esistere.

Ci sono verità che fanno male quando le teniamo dentro e iniziano a guarirci soltanto quando trovano una voce.

Dirsele è il primo atto di libertà.

Dirle agli altri è il primo atto di coraggio.

Da quel momento non si vola perché la vita diventa più facile.

Si vola perché non si porta più il peso di fingere.

Se, chiudendo questo libro, anche una sola persona sentirà di meritare la propria vita e non quella immaginata da altri, allora tutto questo avrà avuto un senso.

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